Tank Girl by Jamie Hewlett
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  • venerdì, marzo 12, 2004


    ...l'11 marzo...
    madrid herida;
    terribileoggi, il giorno dopo, la cosa più impopolare e forse fuori luogo è parlare della mia piccola esperienza 'basca'.
    Vacanze a Donostia (san sebastiàn), Bilbo (bilbao) e Pamplona qualche anno fa.
    Virzì che se le sogna vacanze così, in mezzo al popolo, in mezzo al fermento universitario, antagonista e 'izquierdoso'...
    Anni che sembrano secoli, i miei ricordi di piccolo rivoluzionario rinunciatario e titubante cresciuto a esultanze nascoste per i gol di beccalossi e danze ubriache sui cubi dell'hennesy.
    Ma nei primi di agosto decidemmmo di partire con un gruppo di anarchici astigiani che avevano un gancio tattico in una casa del pueblo.
    Una sede distaccata del partito herri batasuna.
    Le strade su per i pirenei con i manonegra a tutto volume,
    me sta dando malavida yo pronto me voy a escapar,
    batticuore alla dogana, saccapeli per terra sul marmo un po' freddo e poche pesetas in tasca solo per il 'porro y cerveza'.
    La birra con limone meriterebbe di essere esportata a livello multinazionale molto di più della coca-cola!
    Per non parlare dei bocadillos con tortillas y jamòn, panini giganteschi con frittatone e prosciutto tagliato grosso,
    i negu gorriak in sottofondo
    nel palco due asce unite come una croce combattente,
    infine tiriamo fuori le rizla per farne buon uso.
    Paese che vai usanza che trovi... e l'usanza del luogo è coltivare il 'cioccolato' vietato nei campi contadini
    e venderlo con piacere illegale nei bar più periferici... ma questo è solo folklore tossico
    se si aprono gli occhi si scopre che la vera usanza del luogo è l'amore per le proprie radici,
    per la propria storia,
    per i propri caduti.

    In realtà in quella vacanza molto euforica mi piaceva lasciarmi andare a quel sano autolesionismo che solo la spensieratezza porta con se...
    c'è poco di politico in tutto questo
    poteva accadere a rimini
    o in qualche spiaggia di brighton a ballare
    'right here, right now' di fat boy slim.
    Proprio qui, proprio ora
    mi ricordo che qualcosa di diverso imperava in quelle feste in mezzo alla gente.
    Qualcosa di molto simile al senso di appartenenza.
    Memoria polaroid.
    Una nonna balla a poca distanza da un clone di un guerrigliero cubano, il suo tatuaggio inneggia alla rivoluzione, un giovane passa tra i capannelli di gente per una raccolta di fondi per le spese legali che finanziano la lotta dei disertori totali, insumisoa mi sembra di ricordare. Avevo un adesivo con quegli slogan, ma purtroppo comprando un toblerone all'autogrill ho fatto cadere gran parte di quei cimeli perdendoli per sempre...
    Curiosamente il nostro Cossiga è stato uno dei pochi a intervenire diplomaticamente per la loro causa,
    una causa politica nei fatti volutamente e irresponsabilmete dimenticata...
    Negli anni però soprattutto dopo il raggiungimento dell'autonomia tutto questo odio diffuso a piene mani
    è sembrato sempre più un gioco pericoloso.
    Gli slogan, come antiche leggende orali, sono rimasti nella mente della gente.
    Un mantra rosso recitato nelle caldissime manifestazioni
    In buona e cattiva fede...
    Euskal - paesi
    Herria - baschi
    Askatu - liberi
    Migliaia di magliette con quelle tre parole pronte per essere indossate nei poghi da centri sociali.

    La storia non è mai manichea e non esistono mai eroi candidi e puliti...

    Leggendo le notizie sui ritrovamenti dei materiali esplosivi non ha senso fingere che la bestia non esista...
    Euzkadi Ta Azkatasuna.
    L'eta militar è mutata nel volgere degli anni in partito partigiano antifranchista negli anni 70
    ricordate gian maria volontè bombarolo nel film 'ogro' l'auto di blanco che salta in aria scavalcando un palazzo di sette piani?
    nell'IRA irlandese con il sempre più debole appoggio della popolazione
    la lama dell'ascia con il serpente grondava troppo sangue innocente
    e infine nella nuova mafia basca con tanto di rapimenti, estorsioni e attentati ai giornalisti.
    Il governo spagnolo ora non ha quasi dubbi sulla peternità basca dell'attentato: dire che è stato l'ETA significa voti a palate per il partito popolare e non è un caso che l'unico paese dove la pista fondamentalista rimane poco 'creduta' sia propria la Spagna. I suoi giornalisti sono abili maestri nell'arte del mantenimento del odio anti basco. La polizia segreta e criminale denominata gal ha goduto di una copertura politico-giornalistica da paese sudamericano. La guerra sucia evoca tristi ricordi...
    Ma ora non ha senso attaccare la Spagna in ginocchio.
    L'ho hanno capito magistralmente le migliaia di persone che a poche ore dagli attentati alle stazioni di Madrid
    sono scese spontaneamente in piazza nelle vie di Bilbao a manifestare il proprio cordoglio
    per operai, pendolari, studenti barbaramente uccisi.
    Ieri il popolo basco e il suo braccio politico più estremista ha dimostrato che i rancori e gli odi antispagnoli
    di fronte a questo orrore non hanno nessuno senso.
    Ieri mattina gli assassini senza nome
    hanno dichiarato un ennesima guerra
    alla nostra democrazia occidentale.
    Alla nostra perfezionabile convivenza.
    Al nostro progresso.
    Ieri in quel terribile dolore abbiamo finalmente cominciato a sentirci europei.
    Terribile che sia successo su tutto questo sangue.

    La nostra reazione deve essere forte, decisa e netta.
    Inizialmente consideravo l'odio antifondamentalista di houellebecq eccessivo e un po' razzista.
    Negli ultimi anni però ho cominciato a provare lo stesso sentimento verso quei maiali bastardi, retrogradi e sangunari che dall'11 settembre duemilauno hanno alzato il tiro contro tutti noi...
    Restiamo senza parole.
    Sconvolti di fronte a così grande orrore.
    Speechless.
    Stavolta siamo fuori strada se buttiamo le colpe sul mondo occidentale.
    Siamo maestri nell'autoflagellazione.
    Nei momenti di pericolo rischiamo di perdere l'unità.
    La compattezza.
    Forse abbiamo per troppo tempo confuso l'autorevolezza con l'autoritarismo,
    e la forza come una brutta pianta da estirpare culturalmente.
    Io sono laico, occidentale, bianco e di classe media.
    Seguendo la retorica no global me ne dovrei vergognare...
    Ma questa volta non sarà così.

    Oggi esiste solo il silenzio
    del giorno dopo.


    Forse attaccheranno l'Italia e sarà ancora sangue innocente versato inutilmente per la loro folle guerra suicida.
    Ho visto la foto sulla stampa, gli occhi chiusi di una ragazza morta da pochi minuti, stazione di Atocha, bombe vili e crudeli.



    Che cosa ha spinto ad accendere quelle cariche di tritolo?




    Il diavolo probabilmente...


    (The essential disturbance: le diable probablement...)



    ? anKor at : 11:27:00 0 Commenti